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venerdì 3 settembre 2010

Borneo 2010 - Istantanee da backpacker

La giungla, le foglie immense, le radici che spuntano ovunque e disegnano la terra.

La bambina che mi offre un frutto secco da aprire con i denti.

I templi, il profumo di incenso.

Il Chief, capotribù iban, che racconta la storia dei suoi tatuaggi tradizionali e antichissimi.

I canti del Ramadan nel tramonto di Kuching.

Il ragazzo francese, di cui non conosco nè il nome nè il volto che mi racconta una lunga storia nella notte di Bako.

Lo squittìo dei pipistrelli che tappezzano la grotta delle fate.

Le camerate di viaggiatori. I loro zaini sparpagliati, che parlano di strade lontane.

I noodle e le bacchette. Le frittelle.

La proprietaria del minimarket di Bau che mi da un passaggio in macchina. Io che le scarico i sacchi di riso in negozio.

Josep che mi sorride. Il cielo che si apre.

Il bagno al mattino nel fiume. Solo io, i bambini e la giungla.

Il vino di riso artigianale, ogni bottiglia un sapore diverso.

Nabila che ha 9 anni e parla 4 lingue.

La pioggia che scende piano, senza fretta. All'improvviso scrosciante, senza tregua.

Il sole che asciuga tutto, mi brucia la pelle, sprigiona i profumi.

Il mercato di Seriam, tra dolci fritti, frutta e verdura.

Il mio sarong nuovo, i suoi colori brillanti.

La strada che scorre veloce, sotto le ruote dell'autobus.

Il fiume che scorre lento, sotto la lunga barca di legno.

Le farfalle giganti e coloratissime.

Il viscerale amore di Harun per il mare.

La testolina bianca dell'aquila che vola sopra di me.

Gli scarponi legati allo zaino, che battono il ritmo ad ogni mio passo.


E le orchidee selvatiche che crescono ai bordi delle strade.

Orchidee.

Orchidee dappertutto.